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L`uomo che osserva
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By TeaM HITMAN HaCkEr ~> Mr.NSR & RaYm0n

La Vita, la Pausa, il Tempo.
Antonio Urbano è un uomo semplice.
Un uomo che ama scoprire scorci di vallate. E poi infiniti marini. Interni di case antiche. Segni che durano un respiro. Un uomo che osserva: la Vita, ogni sua palpitante pausa il Tempo. E ne ruba immagini per macchiarvi tele d`ogni for mato. Senza proclami.

E` l`Artista del Silenzio, Antonio Urbano. Nei suoi paesaggi, tra agavi e fichi d`india prosciugati dal solleone dell`acrilico, freme furente la cicala. Urla l`erba piegata dal vento di agosto. Echeggia lo zoccolo del bue. Ma non c’è voce. Non c’è lingua che spieghi e si spieghi. Solo lampi di materia colorata: pittura che ricorda e racconta.

Va, Urbano, tra sentieri di collina: cerca tra spiagge abbandonate, armato di colori e cavalletto. Osserva e trova, spesso, la sua Musa. A volte basta accovacciarsi dietro una macchia per ritrovare - e riprovare - una sensazione che non è più. I ricordi sono la nostra ombra: basta soltanto non correre. Basta pensare. Ed Antonio Urbano sa farlo: sa ritagliarsi parentesi di Tempo in cui avventurarsi cercando sé stesso. Quello che è stato, lui stesso, un giomo: quando alla cibbia i buoi bavavano di arsura e si pungeva il ciuccio col vile agave traditore...

La lucentezza dell`acrilico, che pure appassisce passioni e sentimento, mentre lascia l`amaro in bocca per quel che avrebbero potuto mostrarci altre tecniche pittoriche, offre visioni contrastanti. Cosi, al tratto netto e limpido di certi paesaggi, si contrappone l`indistinto di alcuni episodi di vita già consumata. E come se, almeno per alcune tele, la luce abbia dato fastidio agli occhi dell`Artista: i colori si sono confusi, confusa la mano stessa.

Questa ricerca dei dissolversi della materia (pittorica e non solo) non ha comunque intaccato l`originalità anzi – meglio - meglio l`integrità sentimentale di Urbano. Il nostro resta un esponente naìf : di questa corrente conserva la mancanza di sortilegi ed artefici tecnici. E, poi, la semplicità d’intenti: la facilità della lettura finale. Ciò, nonostante le evidenti novità apportate rispetto al passato, pure recente, della sua storia artistica.

Andiamo tranquilli, allora, per l`itinerario (anche geografico) che ci presenta Antonio Urbano. E` un sentiero dove il un papavero combatte la gramigna, il pastore mastica calli e polvere, i forni sputano grano cotto per la Vita. Tra colline assetate di acqua taccagna, cieli di un azzurro disperato, spiagge dove si aspetta il prossimo miracolo delle reti, Urbano è andato per noi. Vi ha rubato scene per gli occhi: echi per i sensi. Ed ha ricordato per ricordarci, guardato per guardarci.

Ora, di quel sentiero dominato dai papaveri, possiamo contare ombre e sassi. E tutto ci sembra più vicino, più prossimo al nostro respirare immagini. Insieme all`uomo che osserva, per un attimo, ci siamo fermati a vedere. Soli un po` di meno, accompagnati dall`urlo disperato di cicale. In mezzo a vallate che non conoscevamo. Cercandoci... Emílio Panio

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