antoniourbano Home Page Home | L`autore | Mostre | Contattateci | Preferiti Segnala
Cerca

Ricerca avanzata
Recensioni
L`uomo che osserva
Personale
Catalogo
By TeaM HITMAN HaCkEr ~> Mr.NSR & RaYm0n

Recensione sulla mostra personale
E` sempre difficile presentare un artista. Non basta mettere insieme un elenco di parole più o meno ad effetto per tentare di spiegare "il messaggio" che il pittore (od il poeta od il musicista) vuol dare con il proprio lavoro. Se di messaggio, poi, si tratta. Potrebbe trattarsi, perchennò, di un impulso estetico, di una passione primordiale, di una voglia incoffessata di mettere se stessi al centro del microcosmo in cui si vive.

E, così, il compito di presentare Antonio Urbano, pittore di Trebisacce, mi è sembrato (inizialmente) ostico. Ho voluto, perciò, conoscere l`uomo e l`artista prima di intraprendere il cammino... Ho voluto ascoltarlo per capire come parlava e si esprimeva... Non solo, quindi, vedere i suoi quadri. Perché uomo ed arte viaggiano insieme. L`uno è espressione dell`altra e viceversa. Uomo e territorio si integrano in maniera perfetta nelle arti figurative. L`istinto di rappresentare quello che si vede. Già i primitivi disegnavano nelle caverne... Per questo il compito che mi sembrava difficile via via si è semplificato. E` bastato conoscere l`uomo, sia pure non in maniera profonda, ed osservare i suoi oli perché il fluire del mio ragionamento su di lui e sulla sua arte si sbloccasse.

Mi sono posto subito due domande: è possibile immaginare Antonio Urbano staccato dalla Calabria e dal meridione d`Italia? E` pensabile la sua produzione pittorica al di fuori dai paesaggi e dai centri storici che egli conosce dalla nascita? La risposta è stata no. Tant`è che il nostro pittore, emigrante nelle langhe piemontesi, ha perso la sua ispirazione, ha cessato di dipingere per anni ed anni. L`uomo strappato dal suo ambiente ha perso le radici, l`ispirazione, è diventato "altro". Hacessato di essere artista. il ritorno, invece, è stato una autentica liberazione. E` esplosa la voglia di comunicare, di riprendere quel filo interrotto con la propria terra. Una terra che è riemersa dal ricordo ed è diventata realtà e si è fatta oli, colori, immagini.

Urbano, allora, diventa il pittore verista e realista dei paesaggi dell`alta Calabria. Paesaggi che egli plasma con i suoi colori tenui ma decisi allo stesso tempo. Paesaggi senza tempo e senza dimensione che spingono ad immaginare spazi infiniti. Ambienti incontaminati di agavi e ginestre e fiori e papaveri rossi. Ed ancora di colline a strapiombo sul mare limpido. Verista e realista ma con quella forza intima capace di trasfigurare le visioni accompagnando dolcemente il passaggio dalla realtà al sogno, alla illusione. Certo, è piacevole ammirare questi paesaggi... Come sarebbe bella questa natura solare, luminosa, potrebbero riflettere nelle langhe piemontesi, se solo fosse vera!

E qui sta il miracolo del meridione d`Italia, delle tante Trebisacce, delle tante Calabrie del sud... Si, sono veri i paesaggi che Urbano dipinge. Sono reali. Sono i nostri paesaggi che si fanno arte e spettacolo e musica e filosofia!

Come sono autentici i suoi centri storici. Veri nella loro vetustà e, purtroppo, nella loro decadenza ed abbandono. Qui, forse, possiamo leggere un messaggio politico. "Salviamoli questi centri storici", sembrano dire i dipinti degli scorci di Montalbano che egli presenta in questa mostra di Scanzano. Un omaggio alla regione di Basilicata che per prima, dopo la Calabria, accoglie una sua personale. Salviamo dal degrado queste case dove hanno vissuto generazioni di contadini, artigiani, bottegai, e dove le grida dei giochi dei bambini erano il segno di una grande vitalità. E contro lo spuntare di antenne TV e di palazzoni anonimi e periferici il nostro pittore contrappone i segni di un passato glorioso, arcaico, fatto di pietre non silenziose ed immobili ma cariche di storia. Sono i segni che solo la passione per la propria terra può far cogliere.

Proprio quella passione che fa di Antonio Urbano un messaggero delle bellezze e delle ricchezze ambientali ed architettoniche del meridione d`Italia. Ed in questo senso egli e la sua arte sono da annoverare tra i protagonisti di un sud che, in Calabria come in Basilicata, vuole trarre linfa vitale per il suo riscatto economico e culturale dalle sue radici ricche di memoria e di futuro. Filippo Mele

 Stampa   Segnala




Copyright ©1998-2002 ver. 2.40
LAB.ud.COM s.r.l.